Appartenersi

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Quando nasce un bambino, non ci stancheremo mai di dirlo, nasce anche una madre, un padre, una famiglia. E spesso nasce e si concretizza a pieno anche qualcosa che ha a che fare con tutti noi. Il senso profondo di appartenenza alla comunità, alla propria specie, al senso di comunanza che fa di noi esseri bisognosi gli uni degli altri, di contatto umano per tutta la vita. Appena nasce un bambino, ci si può accorgere di quanto questo istinto di contatto possa portare madre e bambino a vivere il primo periodo in completa simbiosi, un’unica entità a se stante di grande potenza vitale.
Oggi vogliamo parlarvi proprio di questo e di come questo aspetto importante dell’essere umano possa essere così perfettamente espresso attraverso la pratica dell’allattamento. E quando questo particolare momento e relazione viene colto da occhi sensibili e attenti, si può assistere ad una vera e propria celebrazione di gioia e appagamento.

Gli occhi che colgono questo speciale legame tra madre e bambino, sono quelli di Anita Rampon, in arte Kina giovane fotografa di talento, e Olga Di Monaco, psicologa di particolare sensibilità specializzata in psicoterapia della famiglia. Questo progetto lo hanno intitolato “Appartenersi: aspetti psicologici dell’allattamento e mostra d’arte fotografica” e raccoglie volti, espressioni, contatti e relazioni in una sequenza di scatti unici volti a valorizzare e comprendere questa pratica.

A noi di Orbita Doula piace conoscere personalmente chi si avvicina al mondo della nascita e anche in questo caso porteremo a termine la nostra missione rivolgendo qualche domanda a queste due speciali professioniste.

Potreste descriverci brevemente di che cosa vi occupate ?

Anita: Nella vita mi occupo di Arte, sono fotografa e ho fondato sei anni fa la Cooperativa Giravolta a Carpi che si occupa di educazione e arte. Io gestisco i servizi per la scuola primaria, spaziando dai doposcuola, ai corsi alle animazioni. È un lavoro che mi stimola ogni giorno e mi rende orgogliosa e felice, pur con le sue difficoltà. Fotografare è sempre stata una passione, anche se prima del 2012 non l’avevo così tanto assecondata. Sono passata per la danza hiphop prima. Appunto nel 2012 mio papà, anche lui appassionato, mi ha regalato la mia prima reflex e da lì per gioco ho partecipato al primo corso per capirci qualcosa… Non mi sono più fermata, ho studiato in Italia ma anche all’estero. Oggi collaboro con diverse realtà del territorio, tra cui una linea di abbigliamento per bambini e il giornale locale.

Olga: Sono psicologa, ho studiato clinica per gli adulti e l’età evolutiva, e ho poi deciso di specializzarmi in psicoterapia delle relazioni e della famiglia: credo fortemente che le relazioni siano la nostra fonte inesauribile di risorse, anche quando sono proprio le dinamiche con gli altri che ci creano disagio. E’ da esse che possiamo trarre le energie per stare meglio, con noi stessi e con chi ci è attorno. Le persone che incontro in studio a Modena si rivolgono a me in momenti di crisi che segnano determinate fasi del ciclo di vita: difficoltà scolastiche, lavorative, conflittualità, separazioni, lutti. E nascite. Anche un evento carico di amore come la nascita di un figlio può generare momenti di difficoltà per mamme, papà e famiglie. Insieme lavoriamo per dare voce e spazio alle risorse di ogni singolo individuo e della propria famiglia.

Come è nata la vostra collaborazione?

Olga: Ho conosciuto Anita quasi 5 anni fa, quando ho iniziato a lavorare nei servizi per Disturbi specifici di Apprendimento della Cooperativa Giravolta di Carpi, e insieme abbiamo progettato e realizzato laboratori e attività educative per bambini e ragazzi. Le affinità umane si sono presto incrociate con quelle professionali, fino a quando non abbiamo unito le nostre forze e dato vita a progetti intensi e che hanno lo scopo di sensibilizzare le persone su temi che ci stanno a cuore, come i pregiudizi sull’identità di genere, l’orientamento sessuale, la violenza di genere e la maternità.

Anita: Con Olga è stata simpatia a prima vista. Ma solo lavorando insieme abbiamo imparato a conoscerci e capire quante cose potevamo fare insieme. Lei è davvero meravigliosamente in grado di tradurre in parole i miei scatti.


In che cosa consiste il progetto Appartenersi?

Olga: Appartenersi è un progetto nato dalle reciproche sensibilità sul tema dell’allattamento: entrambe siamo state allattate dalle nostre madri, e la mia esperienza di maternità con mio figlio ha rafforzato il legame che sento di avere con questa pratica. Sia io che Anita sosteniamo la necessità di far riflettere l’opinione pubblica sulla sua fisiologicità e naturalezza. Il punto di forza di Appartenersi è però, nella sua democraticità: non siamo contro le mamme e le famiglie che non scelgono di allattare i propri figli, il rispetto per le scelte individuali e di coppia è alla base del nostro pensiero. Ciò che ci preme è sensibilizzare ad un’immagine di allattamento come naturale fonte di nutrimento, abolendo i pregiudizi culturali sia sull’identità femminile che sulla maternità in sè. E abbiamo scelto di farlo combinando parole e immagini: attraverso le narrazioni delle madri e dei padri che mi hanno donato il racconto delle loro esperienze, e agli scatti fotografici di Anita che raccolgono la forza e le umane fragilità di genitori e bambini, racchiusi in un caldo gesto di affetto.

Anita: Scattare Appartenersi è stato incredibilmente facile, le mamme – anzi, le famiglie – si sono rese davvero disponibili, accogliendoci anche in casa. É un argomento molto caro a me e Olga, che purtroppo ancora oggi è difficilmente accolto e accettato. Appartenersi è un modo per dire: stiamo facendo la cosa più naturale del mondo, vivere.

Se avete vissuto l’esperienza della maternità o meno, c’è qualcosa che dal vostro punto di vista è importante avere per poterla vivere a pieno e serenamente?


Olga: Ascoltarsi e confrontarsi. Queste credo siano le solide basi su cui una neo-mamma può far affidamento. Una madre nasce e rinasce mille volte, in un tempo che va da prima della gravidanza a ben oltre il parto. E’ un processo di continua scoperta ed evoluzione nella relazione con se stessa, il proprio figlio, il proprio compagno e le famiglie di origine. Mi piace pensare alla maternità come ad uno scrigno: al suo interno sono racchiuse le esperienze di donna, madre, figlia, compagna. Ci sono aspetti felici, di sicurezza, di benessere, e possono essercene altri dolorosi, caotici, destabilizzanti. Tutte queste dimensioni si intrecciano con vigore quando arriva un figlio, il primo così come il secondo o il terzo. Accettare che la maternità non è solo uno stato di beatitudine, come il buon costume imporrebbe, facilita la consapevolezza della donna rispetto alle aree da potenziare e alle proprie competenze – che ci sono, eccome!-, ma delle volte si fa fatica a vedere. Essere forte non significa non potersi trovare in difficoltà, chiedere aiuto in questi momenti è un’àncora preziosa per tutto il nucleo familiare.

Pensate invece che qualcosa non sia presente sul territorio di Modena e provincia e sarebbe importante ci fosse?

Olga: Il territorio modenese è ricco di iniziative per le mamme, vengono proposti da ostetriche e Doule interessanti corsi pre-parto e momenti di confronto sull’allattamento. Credo che sia importante intervenire in modo capillare nella prevenzione e sostegno del benessere psicologico, sia pre che post-parto: il benessere attuale dei genitori favorisce uno sviluppo psicologico positivo anche nel figlio, a breve e a lungo termine. Uscire dallo stigma sociale per cui chiedere un aiuto professionale rappresenti un fallimento permetterebbe a molte giovani coppie di affrontare con maggiore serenità la nuova vita insieme al proprio figlio. Trovo fondamentale la collaborazione tra diverse figure professionali, come ostetrica, psicologa e Doula: ognuna di noi ha maturato esperienza e competenza per sostenere al meglio le mamme, unire le forze è la strategia vincente per sostenere le nuove famiglie!

Anita: Non essendo mamma, non credo di poter dare un contributo tanto utile quanto quello di Olga, ma mi sembra che diverse cose ci siano e che di attività se ne facciano. Avanti così!

Avete qualche progetto futuro di cui vi piacerebbe parlarci?

Olga: Le idee non ci mancano mai! Io e Anita siamo prese da moltissime attività e cerchiamo di cogliere degli spunti utili per dare vita a nuovi progetti insieme. Prossimamente vorremmo ampliare il repertorio di Appartenersi e, chissà, pensare anche ad una nuova mostra. Ci occuperemo anche di un progetto contro la violenza di genere e di altro ancora, ma per adesso è top secret 🙂

Anita: La testa non si ferma mai e le idee non ci mancano. Ne vedrete delle belle!

 

Link utili

FB Kina Photography
FB Olga di Monaco

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